spezieQuello delle spezie è per molti un mondo affascinante, perché con i suoi marcati profumi ed i suoi colori decisi è strettamente legato ai nostri sensi dell'olfatto e la vista.  Così anche chi non è avvezzo all’utilizzo delle spezie in cucina è spesso attratto dalla magia dei profumi e dei colori che le caratterizza, e che porta con se importanti proprietà, alimentari ma non solo.

 

Le spezie, un mondo ricchissimo

Parliamo di un mondo estremamente ricco:  le spezie sono tantissime, tant’è che l’esatto numero di spezie esistenti non è noto.  Sebbene oggi il riferimento sia quello della cucina, le loro proprietà spaziano da sempre anche in altri ambiti, come quello cosmetico, quello aromatico e terapeutico. L'impiego delle spezie si è consolidato infatti nella storia prima per le loro proprietà curative, e poi – nel periodo medievale ad esempio -  per esaltare il sapore dei cibi (quando il sale scarseggiava) e per migliorarne la conservazione.

europa

Questa intervista, fatta all’astrofisico russo Boris Rodionov, apparve sul quotidiano “La Stampa” il giorno 30 gennaio 1998. I quesiti furono posti da Giulietto Chiesa. Chissà perchè non se ne parla più. Buona lettura.

“Quando ho mostrato quelle foto agli ingegneri che costruiscono i nostri oleodotti e gasdotti, la reazione e’ stata unanime: ma sono sistemi di oleodotti sotto una coltre di ghiaccio.

Non avevo detto loro da dove venivano quelle foto. Pensarono che fossero foto da un satellite della Siberia, con risoluzione di nove chilometri“. Boris Rodionov, professore di micro e cosmofisica dell’Istituto Mifi (Ingegneria Fisica dell’Universita’ di Mosca), racconta la sua ” scoperta” con aria divertita. Le foto sono quelle della sonda americana Galileo, che sta ancora girando attorno a Giove, fotografando ad ogni passaggio le lune del gigante del nostro sistema solare: Io, Europa, Ganimede, Callisto.

respirazione-yogaA volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci. È il caso della “pratica dei tre respiri“. In condizioni normali, la nostra mente divaga e perdiamo del tutto il contatto con il nostro corpo e con il momento presente. Quando ce ne accorgiamo, possiamo semplicemente arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni, con calma e agio.

Tutto qui. L’interessante di questa pratica è la sua facilità: è breve e semplice e la si può ripetere molte volte, nel corso della giornata, indipendentemente dall’umore, senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato.

Si può praticare a vari livelli. Cominciamo dal più semplice.

barriere coralline

Autostrade e città come barriere coralline, la sorprendente storia di Brent Constantz, nella versione di Steven Johnson.

La storia di Calera è ancora in divenire. Rimane una questione aperta se le città del futuro saranno costruite sott'acqua tramite barriere coralline artificiali nutrite da scarichi industriali. Sembrava certamente fantasioso quando lo si descriveva in questi termini, ma non più di quanto potesse sembrare miliardi di anni fa l'idea di una Grande Barriera Corallina. La natura ha a lungo costruito le sue piattaforme riciclando le risorse disponibili, incluso lo scarto generato dagli organismi. Nell'immediato abbiamo in abbondanza due cose su questo pianeta: l'inquinamento e l'acqua del mare. Perché non provare a costruire le città da esse?

Se quello che dice Brent Constantz è vero, l'idea di una barriera corallina per il riciclo e per la costruzione di piattaforme finirà un giorno col trasformare gli insediamenti umani.

piedi nudiSi chiama Barefooting e significa “camminare senza scarpe”. E’ una tendenza che arriva dalla Nuova Zelanda. Non serve essere master yoga o fachiri per praticarla, basta solo voler vivere a diretto contatto con tutto ciò che ci circonda, abbandonando le calzature a favore dei piedi nudi.
Le scarpe hanno solitamente una forma ristretta anteriormente e più ampia sul calcagno, ovvero l’esatto opposto della naturale geometria del piede.

miranda gibson

Il 14 dicembre è trascorso un anno da quando Miranda Gibson ha deciso di vivere sopra un albero, un eucalipto di 400 anni, alto 60 metri, all'interno di una foresta di 572mila ettari, quella della Tasmania meridionale, in Australia. Miranda ha 30 anni, è un'insegnante delle superiori e ha scelto di mettere in pausa la sua vita pur di salvare la foresta una volta per tutte. Dal primo giorno ha promesso che non scenderà fino a quando il governo non approverà una legge per proteggere l'area.
 
Forse un anno fa non avrebbe immaginato che le cose si sarebbero protratte così a lungo avvicinandosi al record di Julia Butterfly Hill, la quale ha vissuto 738 giorni su una sequoia della foresta di Headwaters, negli Stati Uniti: "Spero di non essere costretta a battere il record di Julia – ha affermato Miranda raggiunta via Skype – perché questo vorrebbe dire trascorrere un altro anno sull'albero. Io farò tutto quello che è necessario per il suo bene, ma spero che la foresta venga protetta prima di allora. Ogni giorno che trascorro qui, è un giorno in più che è sotto minaccia".

influenzaIl gesto inconscio di toccarsi il viso con le mani, che tutti compiono, è pericoloso quando vi sono in giro virus come quello dell’influenza, perché si rischia seriamente il contagio e la diffusione incontrollata.

Passarsi una mano sul viso, toccarsi il naso, sfiorare la bocca… tutti gesti apparentemente innocenti che compiamo tutti, più volte al giorno.
Lo sarebbero – innocenti – se compiuti in periodi non funestati dalla presenza di virus particolarmente infettivi, come quello dell’influenza. E questo è proprio uno di quei periodi.

A mettere sull’avviso dal tenere, per così dire, la mani a posto, perché preoccupati della diffusione dei virus, sono i ricercatori statunitensi del National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, i quali hanno condotto uno studio per analizzare il comportamento delle persone nei luoghi pubblici come, per esempio, la metropolitana di tre diverse città.

Il dottor Wladimir Alonso e colleghi hanno tenuto d’occhio, in particolare, 249 individui. L’osservazione del comportamento ha permesso loro di scoprire che le persone venivano a contatto con diversi oggetti in media 3,3 volte l’ora. E, sempre nel giro di un’ora, queste stesse persone si toccavano il viso 3,6 volte in media.

aogashima1Se per voi vivere all'interno di un vulcano sembra una pura e semplice follia, gli abitanti dell'isola di Aogashima non sembrano pensarla allo stesso modo.

Aogashima ("isola blu") è un'isola vulcanica che si trova a 358 km di distanza da Tokyo, e fa parte dell'arcipelago delle isole Izu. Tutte le isole di Izu sono di origine vulcanica, ma Aogashima ha una morfologia del tutto particolare: all'interno di una caldera larga 1,5 km che costituisce buona parte del perimetro dell'isola si trova una caldera vulcanica più piccola, Maruyama, che si solleva di circa 200 metri rispetto alla base del cratere che la contiene.

All'esterno della caldera più grande si trova il villaggio di Aogashima, amministrato dalla prefettura di Tokyo. I suoi 205 abitanti (dato del 2009) hanno a disposizione un piccolo porto, un eliporto e un piccolo supermercato/bar, e offrono ai pochi visitatori che si avventurano sull'isola attività di immersione subacquea e di trekking sulle pendici del vulcano.

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