via po

Per i torinesi e per chi visita Torino è un rito passeggiare sotto i portici della famosa via Po che unisce piazza Castello a piazza Vittorio Veneto. Via Po è ricchissima di storia e di storie alcune alquanto strane e curiose. Ci si può credere o meno, se ne può discutere ma, quella dell’extraterrestre di via Po, è una vicenda degna di nota almeno per due motivi: fece balzare Torino sulle cronache mondiali e contestualmente ci fu la testimonianza di un insolito avvistamento da parte di un pilota dell’Alitalia con tanto di tracciati radar su Caselle.

Il caso ebbe inizio nell’autunno del 1973…

A narrare la curiosa vicenda come testimone indiretto è il compianto giornalista e scrittore Renzo Rossotti che la descrive nel suo libro “Curiosità e misteri di Torino” pagine 75 – 77.

Nell’autunno del 1973 – racconta nel suo libro Rossotti – una misteriosa organizzazione, il Sideral Intercontacs Centre (SIC) fece pervenire alle redazioni dei giornali messaggi in cui si parlava del grande maestro Absu Imaily Swandy che allora aveva 256 anni e ne allegava anche la foto. Absu, rivelava il SIC, atterrato a Torino con la sua astronave, sarebbe ripartito dai dintorni di San Maurizio Canavese, il successivo 30 novembre alle 18. Un appuntamento del grande vecchio con i giornalisti per una serie di appuntamenti andò a monte”.

Fin qui, nella stranezza, nulla di strano perché la storia era talmente strampalata da sembrare da subito a dir poco inverosimile.

aogashima1Se per voi vivere all'interno di un vulcano sembra una pura e semplice follia, gli abitanti dell'isola di Aogashima non sembrano pensarla allo stesso modo.

Aogashima ("isola blu") è un'isola vulcanica che si trova a 358 km di distanza da Tokyo, e fa parte dell'arcipelago delle isole Izu. Tutte le isole di Izu sono di origine vulcanica, ma Aogashima ha una morfologia del tutto particolare: all'interno di una caldera larga 1,5 km che costituisce buona parte del perimetro dell'isola si trova una caldera vulcanica più piccola, Maruyama, che si solleva di circa 200 metri rispetto alla base del cratere che la contiene.

All'esterno della caldera più grande si trova il villaggio di Aogashima, amministrato dalla prefettura di Tokyo. I suoi 205 abitanti (dato del 2009) hanno a disposizione un piccolo porto, un eliporto e un piccolo supermercato/bar, e offrono ai pochi visitatori che si avventurano sull'isola attività di immersione subacquea e di trekking sulle pendici del vulcano.

baigong--I tubi di Baigong sono uno dei misteri più affascinanti del pianeta, e forse uno dei meno conosciuti in assoluto. I tubi di Baigong sono delle strutture che somigliano a condutture scoperte nei pressi del monte Baigong, a 40 km di distanza dalla città di Delingha nella provincia di Qinghai, Cina.

Queste condutture, che mostrano evidenti tracce di composti ferrosi, risalirebbero ad un periodo compreso tra i 70.000 ed i 150.000 anni fa, quando l'essere umano trovava difficoltà nell'accendere un fuoco, figuriamoci a manipolarlo per la fusione dei metalli.

I tubi di Baigong vengono considerati come un perfetto esempio di artefatti OOP (out-of-place, artefatti non coerenti con il loro contesto temporale e tecnologico). Le teorie spaziano da antiche civiltà sconosciute, dotate di tecnologie pari a quella in possesso del genere umano nel XX° secolo, fino a artefatti di natura extraterrestre. Ma manca davvero una spiegazione razionale a queste strane formazioni?

nuraghe santu antine-È possibile che, già 3.500 anni fa, i nuragici avessero un grado di civiltà così avanzato da conoscere i fenomeni celesti? Augusto Mulas, agrotecnico di Ozieri con la passione per l'archeologia, non ha dubbi: sì. Lo dimostra, dice, il complesso nuragico di Torralba, in cui i nuraghi ricalcano perfettamente la disposizione della costellazione delle Pleiadi. La sua tesi, di quelle destinate a far discutere, Mulas la illustra con abbondanza di esempi nel suo «L'isola sacra. Ipotesi sull'utilizzo cultuale dei nuraghi» (edizioni Codanghes) in cui per la prima volta l'ipotesi che i nuraghi potessero, fin dall'origine, essere concepiti come luoghi di culto arriva da un archeologo: lo stesso Mulas, appunto, che alle spalle ha studi classici con indirizzo archeologico e la partecipazione a numerose campagne di scavo. Il libro è stato al centro venerdì di un incontro al Caffè Savoia, allestito da Agorà Nuragica. «Già ai primi del'900 - ricorda Augusto Mulas - archeologi come Taramelli parlavano dei nuraghi come di fortificazioni». Davanti alla loro possenza - prosegue - è comprensibile che anche gli archeologi arrivati dopo, tra cui Giovanni Lilliu, propendessero per quest'ipotesi.

«Tuttavia - dice lo studioso - sono venuti alla luce nuovi materiali e fonti che avrebbero dovuto portare a conclusioni diverse». E in effetti, non molto tempo fa si è iniziato a sostenere che le torri di pietra avessero assolto anche a funzione di culto, ma solo dal decimo al nono secolo Avanti Cristo. Quasi un compromesso tra chi ha sempre parlato di quest'ultima funzione come esclusiva e chi invece insistive sul ruolo di fortezze.

vostokUn team russo rompe l'ultima barriera di ghiaccio e raggiunge un bacino di acqua temperata sepolto da milioni di anni. Un mondo isolato e autonomo rispetto alla Terra, la cui scoperta pone serie questioni ambientali. Con tanti interrogativi e anomalie, al momento senza risposta.

Un mistero lungo venti milioni di anni, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud 2. E' quello racchiuso nel lago Vostok, subglaciale e grande come l'Ontario, lungo quasi 250 chilometri e largo 50, profondo 1000 metri, il più grande delle centinaia di bacini sotto il Polo sud. Forse gli strati che ricoprono il lago sono più recenti, nell'ordine delle decine di migliaia di anni. Ma tradotti in misure, equivalgono comunque a tre chilometri e oltre di spessore glaciale, che le trivelle russe impegnate nella spedizione hanno finito di perforare oggi, dopo trent'anni di lavori. La zona di Vostok è ammantata di mistero oltre che di ghiaccio, da sempre. Non ultima la sparizione del team di scienziati impegnati nei lavori in questi giorni, di cui hanno dato notizia network importanti come la Fox, poi  riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. E  la vera avventura comincia adesso, perché fare luce sui misteri del lago, l'ambiente che lo circonda e le sue anomalie potrebbero rappresentare per la scienza un episodio non distante per importanza dalla conquista della Luna negli anni 60.

rapanui---Le statue dell’isola di Pasqua non hanno ancora svelato tutti i loro segreti. La scoperta non è recente, ma nelle ultime settimane è stata di nuovo rilanciata: le statue dell'isola di Pasqua hanno un corpo. Mentre probabilmente la loro fama deriva sopratutto dalla loro enorme ed enigmatica testa, queste statue hanno ancora in serbo numerosi altri segreti. Più della metà della loro dimensione è risultata interrata, corpo e mani erano infatti celati dal terreno.

Se si attribuisce la scoperta delle parti interrate delle statue alla coppia Routledge, un gruppo privato di ricerca ha recentemente sotterrato una statua che ha mostrato di avere anche numerose scritte sul tronco.

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