mondo alieno1Da secoli, nel folklore amerindo, vi è traccia di misteriosi indios dalla pelle bianca a custodia di perdute città sotterranee e di grotte inviolabili quanto inaccessibili. Tra verità e leggenda, ecco la cronaca documentale dei “figli degli dei”. La leggenda di certe misteriose gallerie fra Centro e Sudamerica, che ospiterebbero civiltà perdute, gira da oltre mezzo secolo anni sia negli ambienti esoterici che nei più paludati circoli archeologici, oltreché che fra gli esploratori; in tempi più recenti, con l’aumentato interesse per le storie di UFO e alieni, esse hanno avuto gli onori della ribalta grazie ad un libro del saggista svizzero Erich Von Daeniken, “Il seme dell’universo” (Ferro edizioni, 1972), in cui si raccontava la storia, completamente inventata, dell’esistenza di caverne scavate millenni or sono dagli alieni in Ecuador. Von Daeniken sosteneva di essere stato portato nelle grotte della Cueva de los Tajos dall’archeologo Juan Moricz, e di avervi trovato tesori, gioielli raffiguranti astronavi ed un tavolo e sette scranni in pietra, istoriati nella notte dei tempi. A seguito di queste rivelazioni, si mossero oltre duecento spedizioni archeologiche da tutto il mondo, ma si scoprirono solo delle grotte levigate da un fiume, senza traccia alcuna di E.T.

marina toniniDaniele Bossari intervista Marina Tonini per la trasmissione Mistero

«Hanno deciso di contattare me e altre persone come me per aprire questa consapevolezza, per dare un messaggio di reale appartenenza ad una dimensione interiore più che esteriore siccome il nostro mondo ci ha portato ad essere delle persone rivolte all'esterno, abbiamo dimenticato i valori dello spirito, abbiamo dimenticato quello che è la nostra forza interiore. Il loro messaggio è "siate il cambiamento", "cercate di capire che dovete cambiare strada, dovete ascoltare di più quello che siete e capire che il pensiero crea e tutto ciò che pensate si realizza, anche il pensiero negativo, quindi cercate di essere costruttivi". Questa cosa verrà aiutata, anche da cambiamenti che si identificano con il 2012, che rappresentano il cambio di un'epoca, nel momento in cui noi avremo dei contatti con queste società avanzate ci renderemo conto che non siamo gli unici in questo universo ma soprattutto che il nostro punto di vista è relativo.»

«Loro non considerano il nostro un mondo scellerato perchè in realtà non danno a noi la colpa di questa situazione perchè noi comunque siamo stati manipolati da un potere occulto, e siamo convinti di essere liberi ma in realtà non lo siamo assolutamente. Siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo scoprire il nostro valore, il valore dell'essere umano.»

sfere di pietra 01Salviamo i massi di Silversdale!

di Martin Doutré

Nuova Zelanda – Per quasi quarant’anni, gli automobilisti che guidano fra Orewa e Silverdale sono stati intrigati da un insieme di massi sferici enormi a lato dell'intersezione che conduce alla penisola di Whangaparoa.

I massi, varianti da circa 3 a 10 m di circonferenza, erano argomento di considerevole polemica e di discussioni quando furono scoperti nel 1971. A quel tempo, si stava costruendo una nuova autostrada fra Silverdale e Orewa e l'ostacolo principale era la collina di Silverdale. Mentre il bulldozer e le altre macchine tagliavano la parte superiore della collina, incontrarono un insieme di circa di dozzina di grandi massi. Da allora in poi, il bulldozer hanno dovuto tagliare via il terreno che circonda le pietre per esporle. Successivamente i massi sono stati spostati giù al lato occidentale della collina, dove sono stati disposti in bell’ordine.

Intervista di Orazio Valenti - EdicolaWeb.net

alienDurante una sosta a Krasnodar, a sud della Russia, mentre facevo visita per la seconda volta ad un gruppo di amici ufologi, mi parlarono di un contadino che viveva a cinquanta chilometri dalla città e che aveva fatto un presunto viaggio su di una astronave extraterrestre. La loro interpretazione era dubbiosa, ma avendo sentito qualche accenno a quello che il personaggio diceva, volli subito andarlo a trovare.

Era un tiepido pomeriggio estivo ed è stato molto gradevole attraversare quelle campagne coltivate, poco lontane dal Mar Nero, con le aie ed i sentieri festosi di bimbi e di animali domestici, così come ricordavo dalla mia infanzia nella pianura padana. Appena arrivati nel paesino di Gariaci Kluci, al cancello dell'abitazione di Ivan Martinovic Gartvic, ci dispiacque vedere che stavano seduti a tavola per pranzare, ma la nostra titubanza non ebbe il tempo di manifestarsi perché Ivan ci venne incontro come un vecchio e caro amico dicendo alla moglie di preparare per tutti.

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