Proprietà terapeutiche e Benefici dell'Incenso

incensoL’incenso è il prodotto secreto, oleoresina, da diverse piante che crescono nella Penisola Arabica e nel Corno d’Africa; si incide la corteccia e si raccoglie la resina giallastra. La tradizione indica un tipo ben preciso di resina, quella dell’Olibano, la Boswellia Sacra, ma ne esistono diverse varietà (B. Serrata, Frereana, Carteri, Papyrifera …) che, dopo l’essicazione, anticamente, veniva bruciata nei bracieri. La resina viene selezionata in qualità differenti, in funzione della purezza, del colore e della grandezza dei grani, ma anche dell’ambiente in cui crescono le piante.

Oggi l’incenso è identificato con i bastoncini, che bruciati, producono aroma e che, oltre alle resine, utilizzano legni aromatici, foglie, fiori e bacche. La Mirra è la resina ottenuta dalla Commiphora Mirra, ma vengono utilizzati anche il legno di sandalo, le foglie di artemisia o le bacche di ginepro, il cardamomo, o radici come quella di assafetida.

L’incenso nella tradizione e l’utilizzo oggi

Nella storia di molte popolazioni si trovano testimonianze dell’utilizzo di cortecce e legni profumati, nelle cerimonie religiose nei templi per ingraziarsi gli Dei, ma anche nelle abitazioni, nelle cerimonie religiose, il fumo che saliva verso il cielo metteva in contatto con l’Aldilà.

Nella Bibbia e nel Corano ci sono riferimenti al suo utilizzo così come in molte culture antiche.

Le testimonianze ci parlano del loro uso nella medicina Ayurvedica, presso gli Assiri, gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani d’America e non dimentichiamo la Via dell’Incenso, veniva commerciato con le spezie e sorgevano città, sulle vie carovaniere per l’importanza rivestita dal florido commercio. Nell’antico Egitto si preparava una forma di Kajal che al trucco, univa le qualità antisettiche che prevenivano infezioni agli occhi. .

L’incenso viene bruciato nelle cerimonie cristiane, nelle chiese, e fu uno dei doni dei Re Magi a Gesù di Nazareth che, fin dall’antichità, richiama il sacro; la fumigazione (impiego di fumi) della resina, legata anche al culto degli Israeliti, evoca l’introspezione, il misticismo, la preghiera, la meditazione e l’incontro col Divino.

La resina di Boswellia (incenso/olibano) veniva utilizzata per purificare gli ambienti, questo è uno dei motivi dell’utilizzo nelle Chiese, ma anche nelle cerimonie funebri, le forze spirituali sprigionate accompagnavano l’anima del defunto nel mondo dei morti.

Oggi, come allora, l’incenso viene utilizzato nella medicina Ayurvedica per la preparazione di unguenti contro le piaghe e le eruzioni della pelle, nello yoga, per favorire la meditazione, in aromaterapia, per purificare gli ambienti e per le patologie polmonari come antisettico; in Occidente, oltre all’utilizzo nelle cerimonie religiose, trova impiego nell’industria farmaceutica e dei profumi.

La fumigazione dell’incenso è presente nella Medicina Tradizionale Cinese (moxa), in quella Indiana, in quasi tute le pratiche spirituali e mediche del mondo orientale e presso gli Sciamani Africani e Sudamericani. Dall’inalazione del profumo sprigionato e dall’osservazione del fumo prodotto, si abbandonano le emozioni e i pensieri per entrare nel più interiore mondo spirituale, fatto di pace e di incontro con il divino.

Simbolismo della fumigazione e dell’uso dell’incenso

La valenza simbolica dell’incenso è strettamente legata alla purificazione e alla fumigazione. Purificazione e fumigazione a loro volta richiamano il fuoco. La purificazione è inerente a creare un ambiente interno ed esterno che favorisca uno stato di grazia, ossia la possibilità di volgerci alla componente più elevata del nostro essere umani, lo Spirito, ed entrare in relazione con lo Spirito Divino universale.

Lo Spirito, questa componente di Fuoco del nostro essere, è specifico all’uomo, è quanto lo differenzia dalle altre forme viventi.

Perché si renda possibile questo manifestarsi della presenza spirituale occorre che gli aspetti corruttibili del mondo materiale e della sfera emotiva, quelli che trascinano l’esistenza verso il basso e verso uno stato di disordine, agitazione, conflittualità, mortalità, ossia le forze negative, vengano allontanati.

La fumigazione è il solo mezzo che consente questo purificarsi interiore ed esterno; un bruciare che promuove un ascendere verso il cielo, un elevarsi al di sopra della temporalità e contingenza dell’esistenza, un entrare in contatto con una dimensione universale che supera sia il nostro attaccamento alla dimensione individuale sia la scansione temporale dell’esistenza, un tempo che si ferma.

Non qualsiasi sostanza che brucia produce questo stato. La sola alla quale viene riconosciuta questa qualità è la resina dell’Olibano, è la resina che deve essere posta nell’incensiere e non l’olio essenziale. Può essere accompagnata da altre piante che ne partecipino delle stessa qualità purificatrice, per rafforzarne l’azione.

Per questo troviamo l’ incenso presente soprattutto nei riti religiosi, o altrimenti usato per promuovere il ritorno alla salute, nella tradizione di molte popolazioni. Lo stato di salute per l’uomo è uno stato dove le negatività, visibili e invisibili, vengono allontanate e dove la sua componente spirituale ritrova il suo posto di guida del nostro esistere.

Cosa contiene e quali sono le proprietà dell’incenso

La resina è composta per la maggior parte da polisaccaridi e da acidi Boswellici pentaciclici che sono i responsabili del profumo.

Le sue proprietà come antinfiammatorio sono convalidate da alcuni studi tedeschi che hanno evidenziato come gli acidi boswellici (della varietà Papyrifera) siano in grado di bloccare un enzima, responsabile della sintesi della prostaglandina E2, direttamente coinvolta nei processi infiammatori.

L’incenso è antisettico, antibatterico, antivirale e allontana gli insetti.

Come si usa l’incenso e l’uso pratico

Nella tradizione insieme all’incenso si univano altri ingredienti, miscelati e ridotti in polvere. Oggi si utilizzano degli incensieri di terracotta, venduti nei negozi specializzati o in erboristeria, nei quali viene acceso uno o più carboncini sopra i quali viene posto l’incenso. In alternativa si può utilizzare un pentolino con sabbia sul fondo perché piattini in ceramica o vetro potrebbero rompersi.

 

Angela Ballarati (naturopata), Barbara Buongiorno - naturopataonline.org

 

 

 

 

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