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SeaOrbiter è una nuova avventura umana al servizio del nostro pianeta. Progettata dall’architetto parigino Jacques Rougerie, s’inserisce nella storia delle grandi esplorazioni, condotte da illustri predecessori come Jules Verne, il Commandant Cousteau e Jacques Piccard. Fonte di ogni forma di vita, gli oceani rimangono infatti, ancora largamente sconosciuti. SeaOrbiter, definita “La prima nave verticale della storia”, che assomiglia a una stazione spaziale da fantascienza, vuole essere la sentinella dei mari e un laboratorio itinerante. Segnerà una nuova era nello studio della fauna, della flora sottomarina, della biodiversità, e nel monitoraggio dell’inquinamento e del cambiamento climatico.

Sorprendente ibrido tra una nave e un sottomarino, questa futurista stazione orbitale d’osservazione galleggiante, si presenta come un’aerodinamica struttura verticale d’alluminio di 51 metri d’altezza a forma di pinna, con una parte sommersa di 31 metri. Una piattaforma di 24 metri di diametro a 12 metri di profondità funge da stabilizzatore, in caso di tempesta. Un ponte di controllo sospeso a 14 metri consente una visione del mare a 360°.

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Gli insediamenti urbani di medie-grosse dimensioni sono da tempo considerati un fattore di rischio per le malattie mentali. Oltre a inquinamento acustico, smog, caos e altri aspetti che rendono le nostre città sempre meno vivibili, sono diverse decadi che gli epidemiologi sono a conoscenza del fatto che le persone che vivono in città sono più soggette a disordini sociali di coloro nati e cresciuti in campagna.

Fino ad ora il fenomeno non è mai stato investigato a fondo, ma una nuova ricerca pubblicata da Andreas Meyer-Lindenberg, del Central Institute of Mental Health tedesco, ha mostrato come alcune strutture cerebrali delle persone che vivono in città rispondano diversamente rispetto a quelle di persone che vivono in campagna.

La vita di città, quindi, può avere effetto sulla biologia cerebrale in modo consistente, forse addirittura sottovalutato troppo a lungo.
Meyer-Lindenberg si è concentrato sulla schizofrenia, che in città sembra colpire 1 persona su 100, dedicandosi inizialmente ad esaminare l'aspetto genetico della faccenda. Ma "anche il più potente dei geni coinvolti esprime il 20% del rischio" spiega Meyer-Lindenberg.

candele

La prima candela della storia risale a circa 2.200 anni fa. A quel tempo, i cinesi avevano già appreso come sfruttare il grasso di balena come combustibile, ma c'è un mistero che dura da allora: da cosa è composta nel dettaglio la fiamma di una candela?

Michael Faraday tentò di fornire una soluzione all'enigma con una serie di sei lezioni dal titolo "The Chemical History of a Candle", la prima pubblicata nel 1861. Ma il livello tecnologico del tempo non consentiva di certo di analizzare a fondo la composizione della fiamma, anche se i risultati di Faraday furono più che apprezzabili.

Una risposta più completa ci viene data da Wuzong Zhou, professore di chimica dell' Università di St. Andrews, come risultato di una sfida lanciata da un collega. "Un collega di un'altra università mi ha detto: 'ovviamente nessuno sa da cosa sia composta la fiamma di una candela'" spiega Zhou. "Gli ho detto che credevo che la scienza avrebbe potuto spiegare ogni cosa, così ho deciso di svelare il mistero".

Assistito dal suo studente Zixue Su, Zhou ha creato una nuova tecnica in grado di rimuovere particelle dal nucleo della fiamma di una candela, cosa mai effettuata in precedenza. E, con grossa sorpresa, ha scoperto che la fiamma contiene tutti i quattro allotropi (forme) di carbonio.

mappa gravità terra

NEWS SPAZIO: - La sonda spaziale Europea GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer) lanciata il 17 Marzo 2009 ha raggiunto due anni di vita operativa. La sua missione è quella di raccogliere dati per studiare il campo gravitazionale Terrestre e per mappare con la migliore risoluzione ed accuratezza possibili la forma del nostro geoide.

Ebbene, a due anni dall'inizio della sua missione è stato possibile realizzare un nuovo modello del Geoide del nostro Pianeta il più accurato possibile.

Il nuovo Geoide (lo potete vedere qui in un immagine 5000x5000) è stato presentato ieri alla comunità scientifica ed ai media. L'occasione è stata il 4° International GOCE User Workshop ospitato alla Technische Universität München a MOnaco (Germania).

Il geoide è una superficie di riferimento utilizzata per lo studio della Terra e rappresenta il profilo di un globo ideale oceanico plasmato solamente dalla forza di gravità. Come vedete non è affatto una sfera precisa. Da questo punto di vista il nostro Pianeta somiglia molto ad una patata e questo perché la Terra non è ferma nello spazio ma ruota. In più la sua distribuzione di massa non è affatto uniforme.

neuroni specchio

La scoperta dei neuroni a specchio è stata realizzata dal team del Professor Rizzolatti dell'Università di Parma.

Ne avevo sentito parlare ma non avevo minimamente capito l’importanza di questo evento.

Si tratta di una di quelle notizie da apertura di tutti i tg che invece è passata sotto censorio silenzio.

Come molte grandi scoperte è in gran parte dovuta a un colpo di fortuna. I ricercatori stavano monitorando i movimenti di una scimmia, mentre afferrava una banana; impiegavano dei sensori collegati al cervello.

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